venerdì, 02 ottobre 2009


la verità è che probabilmente staremo insieme per sempre senza mai amarci.
a scappare quando mi vedi piangere, o addormentarti quando sbatto la testa contro le saracinesche e divento isterica
e poi svegliarmi in una casa piena di persone e sigarette dentro le scarpe, con te che mi accarezzi la fronte e mi dici che forse ci sono delle macchie sangue sul divano-letto (che poi secondo me è ruggine di organi involontari che non andavano da un po', ma nessuno indaga più del dovuto).
ho preso 4 chili, e voglio smetterla con queste discussioni inutili che ci fanno addormentare strappandoci le coperte di dosso per del calore che comunque non vogliamo
e quando lavoriamo insieme e facciamo finta di non sentire le nostre presenze (e ci sediamo uno di là e uno di qua scardinando una delle poche certezze dei miei pasti, alias, averti vicino che finisci il piatto lanciandoti tra i denti l'ultimo boccone), poi tu, dopo aver urlato in faccia ai baristi di via padova  che quando faccio così non mi sopporti, rompi il silenzio per dire che quando ti lavi i denti ti viene il singhiozzo e quando mangi i chewingum starnutisci sempre (e io mi rendo conto che nulla ci riuscirebbe a descrivere meglio di una lucertola a cui si è staccata la coda).
de resto io amo quando alle inaugurazioni rubiamo le bottiglie di vino insieme o trovo le tue tracce in casa o sulle magliette, quando sul divano con la demotivazione che ci cola addosso progettiamo diventare ghiri part-time, e poi la notte alle 4 ridiamo stravolti sul letto perchè tu hai un paio di mutande degli incredibili e mi fai l'imitazione di matt parlando della furbizia delle zanzare di quest'anno.

quando sono arrivata da londra abbiamo festeggiato il nostro incontro dando fuoco a un asciugamano in camera da letto.
il giorno dopo mi sono presentata a lavoro con una t-shirt dei sex pistols e due ore di sonno sugli occhi (dopo un viaggio di ore inestimanibili terminato in un aeroporto di fortuna con bambini che strillavano per un maltempo che non esisteva).
mi dicevano che mi trovavano tutti bene ma io avevo dei bilanci sulle spalle che mi facevano rimanere di merda ogni vola che ci pensavo, perchè comunque il mio viaggio si può riassumere in una libreria ikea che ci crolla addosso di notte mentre io e giulio facciamo finta di dormire dopo esserci mandati reciprocamente a cagare.
e pensare che quando lui se n'è andato io ho preso dei treni per seminare le crisi di panico. adesso, a rivederci, non sappiamo nemmeno dirci che ci vogliamo bene guardandoci in faccia.


M83 - Saturdays=Youth
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sabato, 22 agosto 2009



no revelations in the water
no tears into the booze

tra gli ombrelloni claustrofobici mi dici che guardare i lettini che occupano anche i primi metri di sabbia bagnata dall'acqua ti crea imbarazzo. io dico che mi fanno schifo perchè si sono comprati anche il mare. tu entri in acqua con le scarpe. io mi lamento per i chili in più che mi sono finiti dritti nel culo da quando mi impallino di pillole rosa. poi voglio mangiare le rane carbonizzate dagli arabi, ma non avrò mai il coraggio di farlo, almeno per onestà verso i miei simili.

quando ti metti a piangere e io ti studio e quello che guardo è talmente bello che vorrei piangere pure io come in uno di quei film in cui i due amanti si baciano in mezzo a una moltitudine di persone incuranti della loro presenza (con il cappotto addosso e un taxi che passa dietro), ma mi sembra sconveniente mostrarmi in quel modo in mezzo a centinaia di ragazzi in mocassini bianchi e divanetti zebrati .
con davanti il tuo corpo segnato dai difetti fatti di buchi, occhiaie, tatuaggi, che sembra che ti sei cucito addosso tutto quello che ti ha curato e ti ha ferito in questi anni, che te lo porti in ogni cm di blu sotto agli occhi e di pelle mancante, le stesse cose di cui parlava avedon quando quando diceva che quello che gli interessava erano le superfici dei corpi perchè se interessanti si potevano portare dietro tracce infinite. i corpi, insomma, come paesaggi.
poi penso che viviamo giornate davvero squilibrate, quando guardiamo film incredibili e siamo a milano e il cielo del quinto piano non abbiamo nemmeno voglia di vederlo se non per chiuderci in un mc donald cinese, oppure quando tu fradicio di rum mi chiedi scusa mille volte per qualcosa che ho fatto io e finiamo a fare la pace sui nostri corpi che sono ammassi di nervi gestiti male, ritrovandoci coricati sotto il letto tra la sabbia sporca.

quando ci rivedremo sarà settembre, e sarà bellissimo.
l'abbronzatura si sarà sciolta, ma avremo un sacco di difese in più.

(ogni tanto visualizzo un monolocale da 18 mq in buenos aires e scoppio a sorridere perchè ci vedo dentro tante di quelle robe deliranti che la metà basterebbero a rendermi una persona migliore.
-12 giorni alla conquista di questa città di merda).
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domenica, 09 agosto 2009
sono al mare. quest'anno niente riappacificazione coi pesci. solo molta pelle che brucia, tira, prude.
io non amo interagire sulla sabbia. sulla sabbia leggo e ascolto e parlo malvolentieri.
mia sorella è la classica ragazza che al mare diventa amica del bagnino, mentre io per personaggi del genere continuo a nutrire il solito distacco e la classica diffidenza che riservo a chi si trova in una posizione che superi l'altezza della mia testa (il papa, il vicino del piano di sopra, i muratori sulle impalcature etc).
poi in ordine di arrivo 36enne milanese che chiede di uscire (e chiaramente non apprezza il mio cinismo) con ingengere chimico 27enne pallido, occhialuto dotato di evve che mi fa sentire la mancaza di rita (c'è chi capirà).
io la scorsa settimana per un istante ho pensato che se i ragazzi del ghetto stanno con le ragazze ricche per definizione, io allora me ne sarei dovuta andare al lago di molveno da sola a fare la stronza in canoa con antonio rossi. così, mentre la rana con undici parole riusciva a riassumere la mia situazione con gli uomini che mi girano intorno (e riusciva a farmi crollare in lacrime come una scema davanti a degli still life di magliette per bambini), io ho pensato alle pseudo relazioni mancate ma comunque catastrofiche che mi sono capitate davanti da quando io e alberto ci siamo lasciati, tra cantanti magrissimi con dito indice alzato dileguati nel nulla, migliori amici risucchiati nella capitale che hanno smesso addirittura di rispondere agli sms, ragazzi pieni di ansie causati da tagli drastici con le droghe che mi hanno inseguita in inghilterra e tentato il contatto fisico per mesi senza capire un cazzo, chitarristi capelluti che vivono veloce e decidono di troncare sul nascere tutto ciò che di bello c'è o ragazzi che vivono in simbiosi con me per settimane ma poi se c'è una persona da ringraziare per eventuali momenti splendidi che passano quella non sono mai io.

il brundo dice che è una grande skill far sparire le persone (a volte credo che bisogna avere davvero un casino di qualità eccezionali per fare venire così tanta paura) ma in linea di massima mi sembra soltanto che da un anno e mezzo non faccio altro che fare bungie jumping tra una situazione inconclusa e l'altra, e adesso sta iniziando a girarmi un po' la testa.
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lunedì, 20 luglio 2009
(questo post parla di cose vecchie perchè è nato un mese fa ed abbandonato in un angolo, come i regali non consegnati, i poster mai attaccati, le foto incorniciate sotto la polvere, gli aereoporti dimenticati di notte, che di destino non si può parlare (contromano e con la gola impacchettata), le idee appese a un post it, calzini consumati su chissà qualche palco che aspettano di coprire piedi della giusta misura).

quella notte si era infilato in casa mia e io davvero non riuscivo a ricollegare il filo che lo portava lì. ricordavo capelli più corti e pioggia e lui innamorato a un woodstock settembre 2008 al magnolia (forse abbiamo fatto confusione, ricordiamoci tutto da capo).
allora lo guardavo con la stessa attrazione di quando si studia uno che prega in un'altra lingua. con il futon dell'ikea che è un'invenzione meravigliosa perchè quando cerchi di parlarci sopra lui si scolla dal muro tipo zattera assemblata male e ti fa ritrovare distesa di fianco a uno sconosciuto dai riccioli scomposti (e a me birra sgasata e orizzontalità fanno meno paura).
la sera del mio compleanno alle tre e mezza guidavo contromano a linate con la testa sottosopra a fare i parcheggi nel nulla (ma comunque male) ed ero piena di vodka gratis e fonzies e continuavo a cantare "dieci ragazze per me" e conficcarmi nella mente pensieri parole opere omissioni, per mia colpa o no, chissenefrega. continuerò a mettere muri tra me e le persone e a prendermela nel culo quando i muri decido di buttarli giù.
poi arrivata a casa mi ricordo che ho sofferto l'ascensore, e quando la mattina mi sono svegliata volevo soltanto vomitarlo tra il cuscino e il muro.

poi c'è stato battisti. poi è arrivata la rana a strizzare l'occhio al kebabbaro e riempire di vino le tazze da the. a integrare il ragù della mamma di giò con del formaggio ammuffito tutto verde (che comunque ha mangiato lo stesso). che la sua presenza è qualcosa di così prezioso che ho quasi sempre paura di sprecarla. ma mi preparo all'invasione di settembre, il vino nelle bottiglie di plastica, le schegge di capelli, i numeri di telefoni sbagliati, fiorina e il suo filo di voce.
poi continuiamo ad avere settimane pesantissime. a lavorare di sabato e di domenica e finire nei locali degli invertiti tornando a casa distrutti dopo aver rubato i cocktail pieni a chi era troppo intento a limonare per accorgersene ed amalgamare torta alle fragole ai sedili della macchina della lella (ha gli occhia  giraffa?il naso a termosifone? ha le sopracciglia a nuvoletta?è Bill, chiaramente), e la mattina dopo invadere lo studio di rum e baguette con l'accento.
poi ho inziato a svegliarmi la mattina con i capelli a forma di gatto che dorme. adottare cani/cerbiatti sulla via dello studio. dormire con un diamante conficcato in un occhio. quando diventerò grande io ti racconterò dei segni sulle braccia. per adesso mi accontento di fare blu le tue prendendoti a pugni per gioco o guardarti e senza dire niente ridere fino a stare male, sentirti cantare canzoni di merda sotto la doccia mentre mangi un maxibon, tagliarti i capelli con la cresta storta (che non sono capace per niente, ma tu fai sempre finta che), e proporti come menù della domenica mc donald's a pranzo e kebab per cena.
gummo a merenda.
va da sè, due fighi con la L.

Tunng - Jenny Again


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venerdì, 12 giugno 2009
volare oohoh volare oohoh, e che poi ci si perda
nel blu dipinto di merda


capisce dottore, non lo so cosa mi succede, so solo che quando salgo in metropolitana sbando quasi sempre e all'altezza della pizzeria egiziana Sant'Ambrogio mi si appanna la vista. poi quando entro in studio sono più tranquilla, con le albicocche e quella follia dalle mille sfaccettature che fa ridere e sbuffare nello stesso momento. poi ho avuto lo stomaco chiuso per qualche giorno e alle 5 di mattina appuntamento fisso col terrazzo, ho anche scattato qualche foto da vacanza, quelle del tramonto viola che gli stessi colori dei mobili di casa tua quando stanno in cielo non si sa come ti lasciano coi polmoni fermi, lo stesso fiato che è sparito quando lui suonava la chitarra e io gli ho infilato una mano nella schiena e sono arrivata a casa alle 4.30 senza saliva. i lividi passano, d'altronde io che ho le mani più verdi che rosa ci sono abituata a quelle tonalità, però a volte mi sbatte talmente forte uno dei muscoli involontari che allora mi mangio le unghie (a volte ho tecniche assurde per farmi passare i mali immaginari), quando c'è un casino di gente e uno sta ruttando nel microfono a me mancano le mani e verso alcolici dappertutto. spesso mi vorrei trasformare nelle rana, figure di merda alla rossana campo comprese, col 42 di piede e le caffettiere bruciate, proprio tutto, le carrozze mancanti e le stelline.
ho giorni che non mi ricordo nemmeno di esserci stata. continuerò comunque a bere nei bicchieri della nutella sbeccati con la coscienza al punto giusto. faccio male?
giovedì compio 25 anni, e comunque il cucchiaino non lo indosso più da un pezzo.

(in tutto questo lui è andato via. con la bocca spalancata come un quadro famoso, la pelle immobile. io coi piedi pieni di bolle che piangevo davanti a una scatola di legno che si chiudeva, sigillata)
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giovedì, 28 maggio 2009
google analytics dona serenità a una serata antipatica
sorgenti di traffico - parole chiave per catartika.splinder.com
top 10 approssimativa (per giulio)

capelli prima comunione
rubare telefonate dalle cabine
ho usato alcol sulle zecche del riccio
aggeggi da portare all'esame di stato
bulimica mi ha preso a schiaffi
come fare le campane di lana per copertine
come mai la lavatrice non riesce a fare il giro avvolte
foto di scimmie che giocano a tennis
disegni mozzarella
quando accendono i termosifoni in città porco dio

fuori concorso:
quanti capelli perdiamo al giorno (!!!)



Dente - La cena d'addio
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domenica, 24 maggio 2009
sta iniziando l'estate di quattro anni fa
le sensazioni sono le stesse, solo nessun kim ki-duk sotto la pioggia, nessuna mela lanciata dal finestrino di una macchina, nessuno che disegna linee azzurre sulla mia faccia da culo.

in secondo luogo:
manca la tesi, scrivi in modo diverso rispetto a come vivi, la tua giacca sembra pescata dai cestoni della decathlon, quando mangi sembri un personaggio pasoliniano, ogni volta che ti vedo sembri più piccola (oggi dimostri 11 anni), sono severo con te perchè tu non lo sei con te stessa, puzzi.

tema del giorno:
sono triste perchè sto guardando morire mio nonno




Elliot Smith - The Biggest Lie
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lunedì, 04 maggio 2009
postcards from reggio emilia


tutto quello che è successo è qui
mi limito a linkare copiare incollare trascrivere
anche perchè meglio di così io non sono capace

(sorrisi vari)
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venerdì, 01 maggio 2009


mi sveglio alle cinque e mezza di mattina piena di pensieri non identificati.
forse sono stata troppo con i piedi a mollo nell'acqua. e comunque sono ritornata a casa con un paio di calzini (spaiati) che non sono i miei. con la buonanotte e le omeopatie del caso.
l'unica città in cui il tramonto dura tutta la notte e riesce lo stesso a fare schifo. che poi piove, e non si riesce a dare un senso nemmeno a questo.
almeno, dico, avessi qualcuno attivo con cui andare a fare un giro in macchina ascoltando nathan fake senza pretese. 
invece mi metto su ryanair.it per cercare un modo economico per andare via (perchè con tutto quello che sono disorganizzata continuo comunque sempre a voler prendere un'aereo con l'apostrofo, anche quando in giro c'è una puzza atroce di cipolla). cerco una lavanderia a gettoni che dia soddisfazioni. faccio post-it mentali di cose da fare quando la smetterò di passare le mie giornate a levare le rughe dal culo delle modelle pagate poco.
quando sotto i coglioni di napoleone in brera mi dicevi che mi amavi.
adesso invece ricompari per qualche ora per dirmi che alla fine è così perchè non te l'ho mai data.
io che non merito una lavatrice e bevo birra di merda (e comunque sono sempre la più bassa di tutti).

cose a caso casualmente consumate in questo mese (omettendo le consonanti):
brundo mi porta a fare party, dormo due ore, conseguenza: mattina dopo uscendo da lavoro sbatto testa violentemente contro impalcatura impossibile da non vedere (nonostante ciò la sera lo smerdo lo stesso all'indovina chi)
fortu che dall'altro letto al buio e senza occhiali legge cose mimate  dalla mia faccia che io nemmeno mi ricordavo (tipo: ho delle immagini di guance lisce dietro ai microfoni incastrate tra le tempie che ancora non ho digerito, e va bene). e comunque mi porta eroicamente sul manubrio in bicicletta per tutta la città, e io non smetto di sorridere.
incontro incompleto di rane (urge reunion completa). potrei innamorarmi e non tornare più. la prossima volta no luoghi affollati, macchine con 5 posti, amici di amici di amici e ragazzi con gilet.
lo stagista inviato in studio (giovanni, per comodità e brevità chiamato monica) è l'unica persona al polimotel oltre a me che non apre la bocca prima delle 11 di mattina se non per vomitare. per il resto balla, canta e fa il rap. è amore.
domani vado alla standa a reggio emilia.
gomiti sul tavolo ok. rutti anche ma in francese. no al lancio di polpette (cit.)
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mercoledì, 11 marzo 2009


indosso una felpa che vedrei meglio in giro per seattle negli anni ottanta.
è solo che una sera sono stata presa dall'impeto di tagliare tutto (mentre la vale decideva che in casa bisognava buttare cose, e io riuscivo a salvare appena le sedie) e ho preso questa felpa fruit of the loom antica di anni e l'ho tagliata a metà. poi sono stata in giro per giorni con della besciamella nella zona gomito che aveva un'aspetto poco sano.
in sintesi, faccio schifo (mia madre lo dice eh, è da quando sono ragazzina che faccio di tutto per essere brutta).

in altri termini: mentre io lunedì lavavo piatti sporchi da una settimana, cenavo a birra e risotto ai funghi pronto in due minuti e luca giaceva mezzo ubriaco sul pavimento della mia cucina sottolineando che "una nostalgica comunità hippie" è diverso da "una comunità hippie nostalgica", e ascoltavamo jingle bells suonata dai sex pistols intervallata dagli scatti rumorosi della zenza bronica,

il mio boss tentava di sposarsi in kilt.


Luigi Tenco - Mi sono innamorato di te
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sabato, 07 marzo 2009




"noi due siamo uguali, abbiamo una bellezza interiore che nessuno capisce. perchè non ti trucchi un po' per essere più carina?"  marzo 2009, olmo, mi dicono, il peggior scarto di casale e dintorni, si riferisce alla vale con queste parole.
"quella ha le tette grosse come i miei coglioni"  dicembre 2008, infiltrata alla festa di laurea di una ventina di neo laureati in economia. io immagino le conseguenze sociali che avrà la bocconi sul suo futuro, e guardandolo dritto negli occhi, gli lancio un sorriso di compatimento.
a volte credo che nemmeno uno nato con gli occhi che vanno affaculo di default possa esprimere concetti tanto sapienti (l'alternativa è farsi una ragione del fatto che noi due calamitiamo una serie di casi umani difficilmente classificabili in uno status di essere umano con cervello).

lasciando perdere,
happiness is:
un punk con una tuta arena del 98 nella mia cucina che balla fred buscaglione appena sveglio;
la vale che vomita in bagno mentre io le gironzolo intorno mangiando una mozzarella con le mani (e la mattina dopo cucina lasagne come se non ci fosse un domani);
il boss che mi da la coca cola da colazione quando arrivo ubriaca a lavoro e mi porta il cibo se passo la pausa pranzo in studio a dormire e in faccia ho leggere sfumature verdastre (e mi perdo "la posta di lella"  che rallegra sempre la fascia 13.30/14.30);
regalare per il ventisettesimo compleanno di mia sorella 200 biglie e un libro dell'economica feltrinelli (perchè siamo bambine povere, guardateci negli occhi e ditemi cosa vedete);
la "mamma"  che parte, ma lascia la cena pronta e il letto rifatto.

d'altra parte,
shit is:
scattare cataloghi infiniti di 88 borsette, rinunciando ai brownies;
cercare inconsciamente di essere licenziata, prima scaraventando una giraffa+pesi su un monitor, poi dispensando battute stronze senza controllo a colui che rappresenta il nostro cliente (un gay che parla di se al femminile e ha un pessimo senso estetico), e non riuscirci.


ah, il disco nuovo di dente è meraviglioso,
anche perchè il suo secondo naso non è mica morbido tanto per.
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martedì, 03 marzo 2009
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mercoledì, 18 febbraio 2009
"in piedi, stronzi!"


"Can you hear the beat of my heart?
Bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp-a-bomp!"
(sottotilo: nessuno sarà mai come lui)

cosa si fa quando lo slittino non c'è?
mi manca il gufo con le sue canzonette e i suoi parcheggi dadaisti.
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